Nell’arco della sua lunga storia Elba Isola Musicale d’Europa ha accolto tra le proprie braccia numerosi jazzisti di vaglia che ne hanno arricchito la proposta artistica. Ora è il turno di un chitarrista newyorkese che da sempre, con gusto e personalità, percorre speditamente la strada maestra del jazz: Peter Bernstein. Assoluta padronanza tecnica delle sei corde, fraseggio elegante e raffinato, non comune fantasia improvvisativa fanno di lui uno dei principali esponenti del jazz di oggi, stimatissimo dai tanti nomi illustri che negli anni lo hanno voluto come partner, da Jim Hall a Sonny Rollins, da Brad Mehldau a Joshua Redman e alla cantante Diana Krall.
Nato all’ombra della Grande Mela nel 1967, Peter Bernstein è giunto alla notorietà nei primi anni Novanta del secolo scorso a fianco del sassofonista Lou Donaldson, per poi involarsi per proprio conto e affermarsi tra i chitarristi più dotati ed espressivi del panorama jazzistico internazionale.
Il suo stile deve parecchio a modelli come Charlie Christian, Wes Montgomery, Grant Green, filtrati da una sensibilità che mette in luce molteplici sfumature.
Peter Bernstein approda all’Elba alla guida di un collaudato quartetto che – oltre al contrabbassista Doug Weiss e al batterista Kush Abadey – schiera uno dei pianisti più in auge del momento, Sullivan Fortner, recente vincitore di un Grammy Award e detentore della piazza d’onore nell’ultima edizione del Down Beat Critics Poll tra i pianisti dell’anno. Nel palmarès di Fortner ci sono anche collaborazioni con Wynton Marsalis, Paul Simon, John Scofield e Cecile McLorin Salvant.
Il quartetto di Peter Bernstein rappresenta un eccellente esempio di come gli standard del jazz, anche i più trafficati, possano essere ancora fertile terreno per far crescere la creatività.

