Venerdì 11 settembre – ore 11.00

Santuario della Madonna di Monserrato | Porto Azzurro

Mario Brunello • Trekking con violoncello solo

Informazioni

Mario Brunello violoncello
Anonimo (sec. XVII) Passacaglia
J. Cage Cheap Imitation I (1969) per pianoforte (vers. per violoncello)
J. S. Bach Suite n. 1 BWV 1007
V. Silvestrov Due Serenate per violino (vers. per violoncello)
A. Casarrubios Seven (2020)
INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

NOTA: Il concerto si terrà alle 11.00, nei pressi del Santuario. Chi desidera raggiungerlo a piedi insieme a Mario Brunello potrà unirsi al gruppo con ritrovo alle 10.00 al Pino di Monserrato.

Fedele amico del Festival, Mario Brunello, insieme ai fondatori, celebra il 30° anniversario della sua partecipazione ininterrotta alla manifestazione. In tutti questi anni, il grande violoncellista non solo ha presentato al pubblico il suo vastissimo repertorio, ma ha anche arricchito la nostra conoscenza con opere fino ad allora sconosciute e con affascinanti trascrizioni provenienti dalle epoche più diverse. Brunello accompagna sempre le sue “scoperte” con spiegazioni coinvolgenti, aiutando gli ascoltatori ad avvicinarsi a musiche spesso del tutto inesplorate. E il pubblico lo segue volentieri accompagnandolo negli itinerari suggestivi che conducono ai suoi concerti all’aperto: questa volta il percorso si snoderà sulla strada verso il Santuario della Madonna di Monserrato, che sorge a 478 metri di altitudine, nei pressi di Porto Azzurro. Il santuario fu costruito nel lontano 1606 da José Pons y León, dei duchi di Arcos, governatore spagnolo di Napoli, come voto di ringraziamento per essere sopravvissuto a un naufragio in mare.

Anonimo (sec. XVII) Passacaglia

J. Cage Cheap Imitation I (1969) per pianoforte (vers. per violoncello)

Una curiosa vicenda di copyright è all’origine di Cheap Imitation di John Cage, opera concepita a partire dal 1948 e completata nel 1968. Come suggerisce il titolo, il lavoro nasce come trascrizione del Socrate di Erik Satie, dramma sinfonico del 1917 ispirato ai dialoghi di Platone e commissionato da Winnaretta Singer, principessa di Polignac. Appassionatasi alla cultura greca dopo un viaggio nel Mediterraneo, la principessa desiderava un’opera per voci e orchestra da camera che le permettesse di declamare Platone nei suoi salotti. Satie realizzò così Socrate, utilizzando la traduzione francese di Victor Cousin. Anni dopo, Cage trascrisse inizialmente il primo quadro dell’opera per due pianoforti, destinandolo alla coreografia Idyllic Spring di Merce Cunningham. Nel 1968 completò la trascrizione integrale, ma poco prima della prima rappresentazione, nel 1970, l’editore Max Eschig, titolare dei diritti su Socrate, gli vietò di utilizzarla. Per salvare lo spettacolo, Cage compose una nuova versione che conservava la struttura fraseologica dell’originale, ma modificava le altezze delle note quel tanto che bastava a evitare violazioni del copyright. Nacque così Cheap Imitation, un’opera che, pur derivando direttamente da Satie, acquisì una propria identità e divenne una delle composizioni più amate dallo stesso Cage, esempio di un originale dialogo tra tradizione e modernità.

J. S. Bach Suite n. 1 BWV 1007

I. Prélude

II. Allemande

III. Courante

IV. Sarabande

V. Menuett I

VI. Menuett II

VII. Gigue

Sul frontespizio dell’originale delle Sonate e partite per violino solo, Johann Sebastian Bach scrisse «Libro primo». Si è quindi ipotizzato che il «secondo libro» potesse essere costituito dalle celebri Sei suite per violoncello solo, molto vicine alle partite per violino per immagini e stile, ma caratterizzate da importanti peculiarità. Il registro grave e il ricco timbro del violoncello conferiscono alla musica una particolare profondità sonora e intensità espressiva. Bach sperimentò con attenzione accordature e registri, sfruttando possibilità tecniche dello strumento che, come osservò Pablo Casals, all’epoca non erano ancora state pienamente sviluppate. Ogni suite è composta da sette brani: un preludio, un’allemanda, una corrente, una sarabanda, due danze nella stessa tonalità (minuetti, bourrée o gavotte) e una giga finale.

A differenza delle opere per violino solo, nelle suite il compositore dovette limitare la polifonia reale, poco praticabile secondo la tecnica violoncellistica tedesca dell’epoca. Bach ricorse quindi alla densificazione polifonica della linea melodica: all’interno di una sola voce suggerisce contrappunti, culminazioni, pedali e ritardi. Ne deriva un fluire melodico di straordinaria tensione e forza espressiva, caratterizzato da ritmo elastico, passaggi fluidi e un potente impulso verso l’alto. Le «voci nascoste» emergono e scompaiono discretamente, creando nella linea monodica una seconda e più profonda dimensione sonora. Per questo le Sei suite per violoncello rappresentano uno dei massimi tesori della musica di Bach.

V. Silvestrov Due Serenate per violino (vers. per violoncello)

Dal fragore del mondo contemporaneo al silenzio, dalla monumentalità al dettaglio: Valentin Silvestrov è uno dei maggiori protagonisti della musica contemporanea. Dopo un’intensa stagione d’avanguardia nell’Unione Sovietica e l’espulsione dall’Unione dei Compositori per le sue posizioni artistiche, la sua opera è oggi considerata un punto di riferimento del linguaggio melodico post-avanguardistico. Formatosi al Conservatorio di Kiev con Borys Ljatošyns’kyj, si diplomò nel 1964; dal 2022 vive a Berlino. Autore di nove sinfonie, tre quartetti d’archi, opere vocali, corali, cameristiche, orchestrali, pianistiche e colonne sonore, nella prima fase della sua carriera sperimentò tecniche come dodecafonia, aleatorietà e sonoristica. Dalla metà degli anni Settanta sviluppò la sua «metamusica», uno stile meditativo e contemplativo che dialoga con la tradizione musicale. Le sue opere sono eseguite da interpreti di fama internazionale, tra cui Gidon Kremer, Aleksej Ljubimov e Mario Brunello.

A. Casarrubios Seven (2020)

Acclamata dal The New York Times per interpretazioni che «attraversano l’intera tavolozza delle emozioni» con un «suono splendido e un’intensità che tiene il pubblico con il fiato sospeso», la compositrice e violoncellista ispano-americana Andrea Casarrubios, candidata ai Grammy Awards, si è affermata come una delle voci più originali della musica contemporanea. Le sue opere sono state commissionate ed eseguite da prestigiose istituzioni, tra cui Carnegie Hall, Chicago Symphony Orchestra, Indianapolis Symphony Orchestra, Charlotte Symphony Orchestra e National Philharmonic, oltre a essere trasmesse da NPR e da emittenti internazionali. Tra i suoi lavori più significativi figurano Herencia, presentato in prima assoluta alla Carnegie Hall nel 2023, e Afilador, commissionato dalla Chicago Symphony Orchestra. L’opera che dà il titolo al suo album Seven è stata candidata ai Grammy Awards 2025 come Best Contemporary Classical Composition.

Tra gli impegni più recenti figurano la prima mondiale del suo Concerto per violoncello Mirage con la Charlotte Symphony Orchestra e, nel 2026, la prima assoluta a New York di The Book of Signatures, Concerto doppio per violoncello, percussioni e orchestra.

Seven nasce durante il lockdown del 2020 a New York. Il titolo richiama le 7 di sera (7 PM), l’ora in cui ogni giorno i cittadini si affacciavano alle finestre per applaudire il personale sanitario e i lavoratori essenziali. Casarrubios ha voluto trasformare quel gesto collettivo in un omaggio a chi ha combattuto la pandemia e a chi ne ha sofferto le conseguenze, riflettendo sul paradosso di sentirsi profondamente isolati ma, allo stesso tempo, uniti. Commissionato per il progetto Songs of Isolation, il brano ha debuttato alla Carnegie Hall nel 2021 ed è stato eseguito in oltre 36 Paesi. Il finale si chiude con sette rintocchi, evocazione simbolica delle sette di sera e dell’applauso collettivo che ha ispirato l’opera.

note di sala a cura di Valerij Voskobojnikov