Mario Brunello

VIOLONCELLO

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Un concertista internazionale, che suona il violoncello con una fantasia, uno struggimento di canto, un pudore espressivo ed una capacità di intensità riconoscibilissimi e completamente suoi. Ma è anche una persona che ha il piacere di suonare con gli altri e la voglia di portarli dentro alle ragioni dell’interpretazione, accendendo costantemente idee e fantasia. Mario Brunello si è diplomato al Conservatorio di Venezia nel 1982 sotto la guida di Adriano Vendramelli, proseguendo gli studi ed il perfezionamento con il grande maestro Antonio Janigro.
L’anno di svolta è il 1986 quando partecipa al Concorso Internazionale Ciajkovskij e lo vince, primo italiano nella storia del concorso, ritirando il primo premio assoluto. Da allora Mario Brunello suona il suo Maggini del XVII secolo (appartenuto al grande Franco Rossi) con tutte le più grandi orchestre nei centri più importanti del mondo e con direttori prestigiosi, tra cui Claudio Abbado, Carlo Maria Giulini, Gianluigi Gelmetti, Valery Gergiev, Riccardo Muti, Seiji Ozawa, Zubin Mehta. Prosegue con uguale passione la sua attività di musica da camera collaborando con solisti come Frank Peter Zimmermann, Andrea Lucchesini, Gidon Kremer, Salvatore Accardo.
Il 1994 lo vede fondatore dell’Orchestra d’Archi Italiana. Quest’ultima debutta nel 1996 iniziando un’attività premiata da grande successo del pubblico. La sua grande curiosità sul potere eccezionale di comunicazione della musica lo ha portato a collaborare con gli attori Maddalena Crippa e Marco Paolini, con il quale ha realizzato numerosi spettacoli di successo, e ultimamente ha partecipato ad importanti festival di musica jazz, insieme a Vinicio Capossela, Uri Caine e Gian Maria Testa. Dal 2002 ha un contratto in esclusiva con la casa discografica giapponese DJV Victor Ha più volte promosso e preso parte a sperimentazioni artistiche innovative, che hanno coinvolto artisti di diversa estrazione, scienziati, letterati come Uri Caine, Paolo Fresu, Marco Paolini, Gianmaria Testa, Margherita Hack, Moni Ovadia e Vinicio Capossela.